Caterina Percoto

Caterina Percoto

La Vita

La vita

Scrittrice friulana, nasce a S. Lorenzo di Soleschiano (comune di Manzano) il 19 febbraio 1812 dai Conti Percoto, famiglia appartenente alla più antica nobiltà friulana. La sua infanzia trascorre serena, spensierata e libera fino alla morte del padre, che avviene nel 1821 e la famiglia si trasferisce a Udine. Caterina compie gli studi presso il Convento delle Clarisse, diventato oggi Educandato Uccellis. Sono questi gli anni in cui matura una certa antipatia per le scuole religiose, troppo rigide e austere. Nel 1829 è costretta, dalle mutate condizioni familiari, a lasciare gli studi; la Percoto ritorna a S. Lorenzo e si prodiga per la famiglia. Ella è una persona anticonformista, infatti non si comporta come una vera donna dell’Ottocento perché fuma il sigaro e ama parlare con i contadini. L’ambiente retrivo e privo di stimoli culturali in cui vive forse l’avrebbe annientata se non avesse trovato una valvola di sfogo nella lettura e nella scrittura. Così nel 1839 pubblica un articolo sul giornale “La favilla”. Questa occasione le permette di farsi conoscere da personalità in vista dell’epoca come il Verga e le consente di continuare nella sua opera di scrittrice, facendole ottenere anche numerosi riconoscimenti. Arriva il 1854 e la madre di Caterina muore, lasciando numerose passività della casa alla figlia, la quale per far fronte ad esse decide di scrivere dei raccontini per fanciulli. Nel 1858 viene pubblicato il volume “Racconti” con la prefazione di Nicolò Tommaseo; seguono poi gli altri racconti e novelle, ma soprattutto quelli in friulano illustranti il modo di vivere e le credenze di allora. È il 1885 e le condizioni di salute della scrittrice peggiorano sempre di più, impedendole persino di incontrare il Carducci che l’aspettava ad Arta. Trova la morte nella notte del 15 agosto 1887 e viene sepolta nel cimitero di Udine vicino al suo conterraneo poeta Pietro Zorutti, nonostante il desiderio di stare tra i suoi poveri contadini nel cimitero del suo paesino natale.